INTERROGAZIONE URGENTE LABORATORI ACCREDITATI
Bari, 13 dicembre 2010AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
Premesso che ormai le strutture sanitarie private hanno subito nel corso di questi ultimi mesi notevoli disagi relativi sia alla liquidazione delle prestazioni eseguite sia sotto l’aspetto finanziario con una notevole decurtazione dei tetti di spesa già concordati negli anni decorsi;
considerato che questo provvedimento ha determinato anche un notevole disagio ai cittadini che purtroppo hanno dovuto rinunciare agli accertamenti o a non eseguire gli esami che i sanitari prevedevano per gli utenti; visto che i titolari di laboratorio avverso la decisione operata dall’Aziende Sanitarie hanno proceduto a produrre ricorso al Tar per vedersi riconosciuto i propri diritti e che lo stesso Tribunale Amministrativo regionale ha disposto l’invio di alcuni atti e documenti da parte della Regione, che potrebbe apparire carente sotto l’aspetto normativo, facendo appalesare un esito positivo per i ricorrenti;
alla luce delle premesse, il sottoscritto consigliere regionale de “la Puglia prima di tutto”, Francesco Damone
interroga il Presidente della Giunta regionale e l'assessore alle politiche della salute per conoscere se:
a.La Regione Puglia ha trasmesso i documenti richiesti dal Tar in ordine al gravame inoltrato dai titolari di laboratorio;
b.Le fatture emesse siano state o meno liquidate nonostante i tempi biblici con i quali l’azienda liquida le prestazioni?
c.Risulta a verità che i tagli ai tetti sono stati operati a macchia di leopardo e con forte discriminazione della provincia di Foggia? Infatti a fronte di una popolazione superiore a 600.000 abitanti l’ammontare complessivo per tutti i laboratori privati è di poco superiore a 5milioni di euro, mentre per gli 800.000 di Lecce per gli stessi operatori è previsto un importo superiore a 13milioni di euro? Non Le pare, assessore, una macroscopica ingiustizia nei confronti della provincia di Foggia?
d.Esistono regole e parametri da applicare al singolo laboratorio sia che operi a Foggia, a Bari o Lecce? O anche nel caso di specie i dirigenti aziendali applicano ad libitum i tetti, tenendo conto delle segnalazioni politiche ovviamente di maggioranza?
Oltre a subire scelte ideologiche di questa maggioranza che predilige il pubblico tanto paga pantalone ignorando il dettato costituzionale di equipollenza tra i due comparti (pubblico-privato) si registra anche un ulteriore vulnus per i foggiani alla luce dei tetti assegnati di cui sopra si sono specificati gli importi complessivi.
Considerato che la spesa corrente che gestisce i servizi pubblici in genere e che costituisce l’asse portante del debito pubblico sempre più insopportabile, perché in Puglia non si avverte l’urgenza di sperimentare il sistema lombardo? È proprio improponibile? Anche a voler rimembrare adagi dei nostri avi si potrebbe sperimentare la filosofia dell’occhio del titolare tiene molto al tipo di gestione e ad un bilancio gestionale oculato e attento che, poi, non ricada sulla pelle dei cittadini.
Questo è un tasto su cui non mi stancherò di battere perché sono convinto della bontà di questa impostazione che ha già, in concreto, avuto riscontro sul piano attuativo.
Mi ascolti assessore, La prego!
Dott. Francesco Damone
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.



