Interrogazione Urgente. Piano casa di San Severo
Bari, 3 gennaio 2011AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
Lo scorso 30 novembre 2010 il Consiglio Comunale di San Severo ha approvato il c.d. “Piano casa”, valutando positivamente 22 richieste private e due pubbliche.
In sede di dibattito consiliare sono sorte numerose valutazioni tecniche e politiche relativamente al piano medesimo, specie per quanto riguarda l’attuale iter in corso dell’approvazione definitiva del PUG approvato, oltre alla valutazione di inopportunità di un appesantimento urbanistico territoriale da parte di una maggioranza che aveva con forza censurato l’elefantiaca e sovradimensionata stesura del Piano Urbanistico adottato dall’amministrazione di centrosinistra.
È chiaro che in questa situazione, in cui si discute di uno strumento fornito dal Governo centrale di centrodestra e recepito da un Governo regionale di centrosinistra, siamo tutti liberi di poter fare delle valutazioni scevre da condizionamenti politici, che – talvolta inconsapevolmente – possono distorcere un sereno giudizio.
Alla luce di quanto sopra, pertanto, credo sia opportuno sottoporre alcune considerazioni generali all’attenzione dell’Assessore Regionale all’Urbanistica, allo scopo di avere una valutazione asettica, oggettiva e costruttiva, che possa – ove del caso – dare la possibilità agli operatori economici di San Severo di poter programmare dei coraggiosi investimenti in questo tempo di durissima crisi economica e di difficoltà del comparto edile, per cui:
premesso che
il Comune di San Severo è dotato di Piano Regolatore Generale approvato con D.M.LL.PP. n. 4824 del 27 settembre 1971;
il Comune medesimo ha adottato – con deliberazione del Consiglio comunale n. 71 dell’11 novembre 2008 il Piano Urbanistico Generale, per cui – ai sensi della legge n. 1902 del 3 novembre 1952 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dell’art. 12 comma terzo e quarto del T.U. n. 380/2001 – le misure di salvaguardia sono oramai decadute, con differenti interpretazioni anche sulla data di tale decadenza (secondo alcuni dall’11 novembre 2010, secondo altri dal 2 dicembre 2010);
considerato che
oltre alle direttive contenute nella DGR Puglia n. 2077/2010, le normative regionali di riferimento del “Programma coordinato per l’attuazione del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa” sono le seguenti:
- Legge Regionale n. 12/2008, che – tra l’altro – al terzo comma dell’art. 1, individua gli ambiti di utilizzazione delle aree, limitandoli ai servizi in esubero o alle prevalenti destinazioni residenziali ed al sesto del medesimo art. 1, stabilisce gli obblighi da inserire nelle convenzioni con i proprietari interessati;
- Legge regionale n. 21/2008, che – tra l’altro – al terzo comma dell’art. 2 esclude l’utilizzo di variante urbanistiche per trasformare in aree edificabili aree a destinazione agricola, come tali definite negli strumenti urbanistici vigenti;
- il Comune di San Severo nella seduta di Consiglio comunale del 30 novembre scorso sopra citata ha deliberato il proprio assenso sulle 22 manifestazioni d’interesse presentate dai privati e sulle due di propria iniziativa;
- tutte le manifestazioni d’interesse, senza eccezione alcuna, prevedono la trasformazione di aree agricole e di aree destinate a servizi in aree residenziali, prospettando la costruzione di un elevatissimo numero di unità abitative, esponenziale rispetto a quanto previste per le stesse aree dal PUG;
- alla data odierna il Piano Urbanistico Generale non è stato ancora inviato alla Regione Puglia per completare l’iter amministrativo a valle della delibera di Consiglio comunale dello scorso luglio in merito alle osservazioni al PUG adottato.
interroga
il Presidente della Giunta regionale, Nichi VENDOLA e l’Assessore regionale all’Urbanistica Angela BARBANENTE per conoscere:
- se è vero che tutte le manifestazioni di interesse assentite dal Consiglio comunale di San Severo nella seduta del 30 novembre 2010 prevedono la trasformazione di aree agricole e di aree destinate a servizi in aree residenziali;
- se le predette manifestazioni di interesse siano o meno rispettose delle previsioni contenute nella normativa di riferimento in generale e delle leggi regionali sopra richiamate in particolare;
- come si coordinano le manifestazioni di interesse assentite dal Consiglio comunale di San Severo nella seduta del 30 novembre 2010 con la pianificazione territoriale esistente e qual è – ad avviso della Regione Puglia – lo stato dell’arte in tale ambito nel Comune di San Severo;
- quali sono le indicazioni generali per tali fatti specie disposte dagli uffici regionali incaricati per l’istruttoria.
Dott. Francesco Damone
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.



