Mozione urgente: situazione drammatica a Lesina Marina (FG)

Al Presidente del Consiglio regionale
e.p.c. Assesore ai Lavori Pubblici
Sede
che in precedenza il Comune aveva interessato l’Autorità di Bacino della Regione Puglia perché, quale componente tecnica altamente qualificata, potesse eseguire tutte le indagini per definire gli interventi del caso;
che la Protezione Civile, pur avendo dichiarato la calamità, non ha mai elargito 1 € per verificare le condizioni geologiche del territorio di Lesina Marina;
che l’Autorità di Bacino, dopo le somme messe a disposizione dall’allora Assessore ai LL. PP. Onofrio Introna e con le disponibilità di € 3.500.000 (tremilionicinquecentomila euro) circa assegnati al Comune di Lesina per le opere di mitigazione del rischio sul Canale Acquarotta, non si è riusciti a sapere ed a prevedere la reale situazione dello stato dei luoghi da parte di tutti i proprietari dei fabbricati ed in particolare di quelli dichiarati inagibili per più di 700 famiglie;
che allo stato il Prefetto obbligato ad emettere Ordinanze perché in possesso di richieste specifiche dell’Autorità di Bacino, vere dominus dell’intera vicenda, ha costretto tutti i proprietari a dimostrare a propria cura e spese la stabilità degli immobili;
che i proprietari hanno costituito legalmente un’Associazione che, come si legge nei documenti allegati alla presente Mozione e disponibili per i componenti del Consiglio regionale, intendono far valere i loro diritti in tutte le sedi istituzionali a tutti i livelli;
che l’Autorità di Bacino continua ad imporre unilateralmente le proprie volontà senza confrontarsi con la reale volontà di utilizzare Lesina Marina;
che l’Autorità di Bacino intende assumere a tempo indeterminato tecnici assunti ad libitum ed oggi precari quali grandi esperti per la soluzione dei problemi
Alla luce delle premesse i sottoscritti Consiglieri Regionali inoltrano la presente Mozione perché il Consiglio Regionale
b)di ampliare il Tavolo Tecnico ai tre rappresentanti dell’Associazione dei proprietari costituita con Statuto regolarmente registrato per collaborare alla soluzione del problema del dissesto idrogeologico;
c)di autorizzare, in caso di divergenze tecnico-scientifiche, un Arbitrato, presso la Prefettura di Foggia, tra l’Autorità di Bacino ed i proprietari;
d)di intervenire direttamente con le strutture gestionali della Regione Puglia perché lo stato di allarme privato e sociale per la prossima stagione estiva potrebbe anche riservare sorprese di qualsivoglia natura perché nessuno, soprattutto i proprietari di abitazioni, si arrenderanno alle volontà, sinora riscontrate, dell’Autorità di Bacino.
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.



