Interrogazione urgente. Esempio di sperpero di denaro pubblico alla Asl di Foggia
Bari, 24 gennaio 2011AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
Premesso che
da circa un mese la Direzione dell’Asl di Foggia ha locato un intero piano a Foggia in corso Giannone ove si è trasferito il settore personale con la necessità di mettere insieme tutti i componenti impiegati in quel settore ed in tutto per un importo di € 160.000,00; purtroppo oggi registriamo che alcuni impiegati raccomandati non hanno raggiunto la sede nuova di servizio, continuando a rimanere nelle sedi di residenza; per esempio a San Severo tutto il comparto prevenzione è stato trasferito nella palazzina ubicata nei pressi dell’ospedale, però stranamente il responsabile del Dipartimento di prevenzione, forse per punizione è stato obbligato a rimanere nello stabile di via Bellini, che doveva essere restituito al proprietario; se a questa forma di faziosa mancata dismissione si aggiungono le spese rivenienti da parcelle professionali di controversie per diverse migliaia di cause che gravano in maniera pesante sul bilancio dell’Azienda, siamo allo sfascio completo, altro che piano di rientro ospedaliero;
alla luce delle premesse, il sottoscritto consigliere regionale Francesco Damone
interroga
il Presidente della Giunta regionale e l’assessore alle politiche della salute per conoscere:
- le motivazioni che hanno indotto il Direttore Generale a continuare nell’opera di punizione del dirigente della prevenzione, punizione che però pesa sulle finanze dell’Azienda che pur avendo spostato il personale continua a mantenere il contratto di affitto a via Bellini?
- Se è possibile avere il numero delle controversie giudiziarie nelle quali è interessata l’Azienda; le somme erogate a fronte di parcelle già liquidate, nonché quelle attualmente esistenti (il numero) e gli impegni di spesa che graveranno sulle risorse regionali.
Dott. Francesco Damone
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.



