Interrogazione urgente. Convenzione Cardarelli Napoli-ASL Foggia. Risparmio Virtuoso
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Bari, 10 febbraio 2011 |
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
-l’assillo della direzione generale dell’Asl di Foggia di risparmiare a tutti i costi per far fronte al disastro finanziario esclusivamente ha proceduto solo all’annullato della convenzione con il Cardarelli di Napoli per l’apporto di un primario otorino di quell’Istituto che aveva cura di una fascia consistente di cittadini del Comprensorio Nord;
-nonostante la direzione generale avesse garantito la presenza di altro professionista dipendente dell’Asl, le richieste degli utenti del comprensorio Nord che fa capo a San Severo sono disattese non solo, ma coloro che hanno bisogno di interventi chirurgici non sanno a chi rivolgersi, abituati ormai da dieci anni di trovare un professionista serio, competente e lavoratore che nel corso degli anni non ha sbagliato un intervento ed ha soddisfatto sino a sera tarda tutte le persone che si presentavano presso le strutture di quel territorio;
-a fronte però di questo risparmio (di appena duemila euro mensili) l’Asl continua a mantenere in vita consulenze, tra quelle sanitarie, legali ed altro, per un importo di circa 500mila euro all’anno;
alla luce delle premesse, il sottoscritto consigliere regionale Francesco DAMONE
interroga
il Presidente della Giunta regionale e l’assessore alle politiche della salute per conoscere se:
- risulta a verità che esistono altre consulenze stipulate anche di recente e che si assommano a diverse centinaia di migliaia di euro?
- È possibile avere l’elenco di tutte le consulenze sottoscritte dall’Asl di Foggia con Presidi e professionisti con relativo importo? Oppure si deve attivare qualche organo giurisdizionale, visto che in passato le richieste di accesso agli atti prodotto da due mesi è rimasto inevaso nonostante lo statuto regionale ne faccia obbligo assoluto?
- Ritiene che il rifiuto di notizie e risposte dovute e mai arrivate appartengono alla politica trasparente di questa maggioranza e soprattutto oscurano l’opera accorta dell’assessore Fiore?
- Risulta a verità che il servizio di radiologia di un presidio dell’Asl di Foggia eroghi prestazioni aggiuntive a professionisti di altre strutture, anche di fuori province, di 6/7 unità perché i sanitari di ruolo si rifiutano di fare le notti?
- Risulta a verità che le prestazioni aggiuntive, ridotte, poche, costano circa 700 euro al giorno? Quante ve ne sono nell’intera Asl? A chi sono affidate? Le motivazione perché vengono applicate? Quante ore di straordinario vengono erogate nell’intero anno? Chi esercita il controllo di queste prestazioni? Si potrebbe comunque continuare nell’elencazione del disastro finanziario.
Misteri assurdi di una politica trasparente solo predicata come è ormai consuetudine predicata da Vendola.
Si richiede quindi una operazione verità vera.
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.





