Interrogazione urgente. Commissione invalidità - nomina
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Bari, 8 febbraio 2011 |
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
Premesso che
La deliberazione, in autotutela, assunta dalla Direzione Aziendale di Foggia, relativa alla designazione dei medici e funzionari della Commissione sanitaria per le cause di invalidità è scaturita dal clamore che le stesse hanno suscitato in seguito alla loro formulazione redatta dal capo dipartimento che si è nominato in due di esse.
L’amministrazione di fronte alle contestazioni sollevate da quell’atto ha inteso affidarne la redazione ad altro funzionario, che personalmente ritengo persona seria, che però non può perseguire l’iter clientelare della scelta dei medici ad libitum. Infatti l’Azienda per non ripercorrere vie sbagliate dovrebbe fornire i criteri oggettivi di soluzione al dirigente per evitare ulteriori ingiustizie e discriminazioni.
La mentalità padronale ed il convincimento di essere impunibili perché appartenenti ala sinistra politica, deve assolutamente essere superata affidando all’istruttore criteri oggettivi con l’invito a redigere un avviso pubblico che tenga conto delle potenzialità e dei titoli acquisiti nel corso degli anni.
alla luce delle premesse, il sottoscritto consigliere regionale Francesco Damone
interroga
il Presidente della Giunta regionale e l’assessore alle politiche della salute per conoscere se:
- il funzionario incaricato sulla scelta di quali indirizzi dovrà agire?
- I professionisti da incaricare dovranno esibire l’appartenenza ad un preciso orientamento politico?
- Si intende garantire a tutti gli aventi diritto di non subire discriminazioni come è già avvenuto?
- Si continuerà a richiedere ai vari rappresentanti politici suggerimenti ed indicazioni?
- Si può nominare in due commissioni colui che ha determinato l’annullamento della delibera?
- I professionisti saranno mortificati solo per il fatto che in quelle commissioni è previsto il compenso economico?
- Sarà redatta una regolare e formale graduatoria scaturita dalle valutazioni dei titoli e dei curricula?
- Sarà una scelta oggettiva e non clientelare, perché queste commissioni se mal gestite pesano notevolmente sul bilancio regionale?
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.





