INTERROGAZIONE URGENTE: FORNITURA OSSIGENOTERAPIA
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Bari, 15 luglio 2011 |
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
Premesso che:
alcuni utenti bisognevoli di ossigenoterapia oggi stanno vivendo momenti drammatici perché la fornitura prevista non viene erogata;
l’azienda dopo le inchieste delle Autorità, ha provveduto responsabilmente a rivedere complessivamente la situazione, ma gli uffici amministrativi stanno ritardando le operazioni di gara, mentre gli utenti o stazionano nelle corsie ospedaliere da diversi giorni, oppure pur stando nel proprio domicilio, sono costretti ad affrontare spese consistenti per garantirsi la sopravvivenza;
pur riconoscendo la sensibilità della Dirigenza aziendale che ovviamente non poteva non prevedere l’espletamento della gara per eliminare le ombre gestionali del passato, oggi la tecnostruttura non solo vanifica l’azione positiva della Asl, ma determina un peso economico e fisico nei confronti degli assistiti;
alla luce delle premesse, il sottoscritto consigliere regionale, Francesco Damone,
il Presidente Nichi Vendola e l’Assessore alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, per sapere se:
- nel caso di specie le motivazioni che la tecnostruttura frappone all’espletamento della gara, la cui responsabilità si appartiene esclusivamente al Dirigente dell’Ufficio?
- Lo sforzo di eliminare da parte del Direttore non solo i guasti della gestione, ma anche e soprattutto degenze costose, perchè le direttive e gli indirizzi non vengono eseguiti? Quali le cause?
- È consapevole la tecnostruttura che le degenze giornaliere con l’aggravio dell’occupazione di posti letto nuoce notevolmente alle finanze regionali?
- Non sia il caso di procedere alla fornitura o utilizzano gare già espletate o ricorrere alla trattativa privata con la logica del buon padre di famiglia che potrebbe anche sconfiggere forme di corruttela se attuata con serietà e onestà?
Purtroppo se non cambia la filosofia che la gestione è nelle mani della tecnostruttura, nessun Direttore generale, anche il più attento ed onesto, sarà costretto a registrare situazioni così anomale.
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.





