INTERROGAZIONE URGENTE: AUMENTO TASSE CAVE
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Bari, 15 luglio 2011 |
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
Premesso che:
la Giunta Regionale, come al solito, senza ascoltare le categorie interessate, le forze politiche e gli imprenditori proprietari di cave, di cui la Priovincia di Foggia nella parte Nord ne registra un’ampia quantità;
nell’esprimere apprezzamento per l’iniziativa assunta dall’assessore Pazienza dell’Amministrazione provinciale nell’incontro del 14 u.s.,
alla luce delle premesse, il sottoscritto consigliere regionale, Francesco Damone,
interroga
l Presidente Nichi Vendola e l’Assessore alle Attività estrattive, Loredana Capone, per sapere se:
- Non sia il caso di verificare lo stato di crisi che vive tutto il comparto estrattivo prima di ricorrere ad aumenti indiscriminati e al limite della chiusura delle cave?
- Quanti operai sono adibiti ai lavori delle cave e quanti in cassa integrazione per verificare lo stato di salute finanziario delle imprese;
- L’aumento delle tasse non determinerà l’agonia finale delle aziende con notevoli ripercussioni occupazionali che andranno ad ingrassare le file dei cassintegrati e dei disoccupati?
- È normale spendere risorse finanziarie di milioni di euro per spese voluttuarie, moltissime e operanti in diversi campi, incuranti dello stato di crisi economica, gravissimo, come quello che stiamo vivendo?
Presidente non Le pare assurdo e drammatico richiedere tasse alle imprese e spandere e spendere soldi senza alcun ritegno somme ingenti per spese voluttuarie e promozionali che in tempi di vacche grasse potevano anche essere condivise, ma oggi occorre una seria e responsabile politica di rigore che Vendola non farà mai innamorato com’è della appariscenza della sua immagine costi quel che costi perché alla fine da comunista vero attua il disastro economico da attribuire agli altri e poi caricare i cittadini di tasse: cave, ticket, accise, irpef ecc.
Purtroppo ancora una volta si assiste impotenti alla celebrazione del Dio supremo della Puglia sulla pelle dei cittadini pugliesi che pure l’hanno votato.
Vendola è possibile una inversione assoluta ed immediata di tendenza mirata alla eliminazione totale di tutte le spese voluttuarie, facoltative e promozionali che consentono agli assessori di evidenziarsi, ma che poi tutti, ma proprio tutti dobbiamo pagare?
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.





