Interrogazione urgente. Avvisi pubblici.
![]() |
|
Bari, 4 novembre 2011 |
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
ALLA CORTE DEI CONTI
B A R I
L’attuale maggioranza per la retrocessione dei collaboratori di fascia D ha inteso richiedere quesito alla Corte dei Conti, inutile e scontato, oggi invece dovrebbe inviare a questa Istituzione tutti gli atti di avvisi pubblici per l’assunzione a tempo determinato di personale di fascia D, ovviamente per fini clientelari.
Infatti tutti i provvedimenti assunti presso i vari assessorati e Protezione civile per un numero consistente di soggetti, nella causale degli atti non viene mai riportata la motivazione della chiamata, nonché le scoperture registrate e soprattutto se all’interno della organizzazione di ogni singolo settore esiste una vacanza; la drammaticità della situazione non solo è gravissima per le modalità mai indicate in atti, ma non si riferisce mai ad un posto vacante in organico.
Come si evince dalle premesse, macroscopiche illegittimità vengono consumate nel silenzio più assordante e la Giunta di sinistra continua con la pratica delle clientele e dell’aggravamento delle risorse finanziarie regionali;
alla luce delle premesse, il sottoscritto consigliere regionale, Francesco Damone
interroga
- Gli assunti con i pregressi avvisi pubblici, che sono una grande moltitudine, sono stati o meno licenziati all’atto della scadenza;
- Tutti gli avvisi pubblici sono scaturiti da effettive esigenze di servizio, mai documentati in atti, in posti vacanti della pianta organica e se avevano coperture finanziarie;
- La procedura dell’esame colloquio e la nomina della Commissione costituiscono l’anticamera della chiamata diretta, che può essere evitata solo con l’esame dei titoli;
- In seguito alla leggina che voi avete approvata è possibile che non erano reperibili lavoratori di ex categoria D che potevano soddisfare le richieste de quo?
- È necessario avere l’elenco completo di tutto il personale fuori organico che attualmente lavora non solo presso la Regione Puglia, ma soprattutto di quelle enormi miriade di persone assunte presso la Protezione Civile, Innovapuglia che fornisce anche persone a dirigere uffici regionali, presso l’Ares, l’Autorità di Bacino, i co.co.co., i Bollenti Spiriti, i soggetti assunti a progetto, i consulenti esterni mai quantificati nel numero e nelle retribuzioni, insomma una operazione verità definitiva che faccia chiarezza e non demagogia inutile e dannosa.
Si retrocedono i lavoratori veri per assumere con tecniche devianti soggetti vicini, parenti o quanti altri devono soddisfare richieste singole e discriminare gli aventi diritto.
Questa è la trasparenza, questa è la Puglia migliore di Vendola.
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.





