LETTERA APERTA PRESIDENTE VENDOLA - ISTITUTI COMPRENSIVI
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Bari, 17 GENNAIO 2012
Al Presidente Giunta Regionale
On. Nichi Vendola
B A R I
L’Assessore Alba Sasso sta per adottare un provvedimento, relativo agli Istituti complessi che mirano a raggruppare le scuole primarie a livello locale, provvedimento che riguarda l’intera Puglia.
La vicenda molto delicata ha bisogno, secondo lo scrivente, di un passaggio in Commissione per evitare che visioni soggettive e segnalazioni specifiche e di parte possano oscurare il lavoro che l’organo competente si appresta ad assumere.
D’altra parte la bussola della deliberazione dovrebbe essere orientata dalle determinazioni che ogni Comune, organismo territoriale democratico, ha adottato per suggerire le proposte de quo. Mi risulta che la gran parte dei Comuni ha proceduto con l’audizione dei Presidi, Direttori Didattici, i Consigli d’Istituto e le rappresentanze delle famiglie tutte, prima di deliberare l’accorpamento.
Il principio base di ogni democrazia si concretizza nel rispetto della volontà popolare che, nel caso di specie, si è manifestato.
Risultano modifiche apportate dalle Province che disattendono i deliberati dei Comuni.
Le ombre, le pressioni singole possono vanificare i criteri fondanti dell’educazione scolastica, quale la continuità didattica, le ubicazioni del territorio, l’armonia delle classi, significando che gli istituti complessi devono preoccuparsi della didattica degli alunni e non delle comodità occupazionali di alcune figure amministrative che potrebbero trovare collocazione in altre sedi.
Per assicurare trasparenza e soluzioni condivise, La prego di trasmettere il provvedimento di Giunta da assumere, alla valutazione della Commissione istituzionale competente.
Consapevole della Sua sensibilità e rispetto democratico, confido in Lei nella speranza certa che il provvedimento dovrà essere esaminato con la dovuta serenità e condivisione.
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.



