INTERROGAZIONE URGENTE ASSUNZIONI ONEROSE
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Bari, 18 gennaio 2012 |
Al Presidente Consiglio Regionale
Dott. Onofrio Introna
B A R I
Premesso
Che l’Amministrazione regionale, ancora una volta e per l’ennesima circostanza, continua ad aggravare ed appesantire il bilancio finanziario ricorrendo, nonostante la drammatica crisi economica ormai sotto gli occhi di tutti, a bandi di gara per procedere all’assunzione di figure da destinare alle attività di controllo di Corsi di Formazione professionale; tale gara di oltre 6.300.000 euro (più IVA) prevede la possibilità di un ulteriore incremento nel limite massimo di 2.000.000 di euro (più IVA) per un totale di 10.000.000 di euro; nonostante la Regione sul piano istituzionale ha uffici ispettivi, creati apposta per le ispezioni e i controlli de quo con più di 30 anni di esperienza, questi verranno letteralmente cancellati ed espropriati delle proprie mansioni e professionalità acquisite. L’eventuale tesi del personale carente non regge allo scopo, perché già nel passato gli affidatari esterni, carenti di professionalità, perché scelti con criteri clientelari, i risultati sono stati assolutamente insufficienti; d’altra parte nell’ambito del personale di ruolo si doveva procedere ad una richiesta di disponibilità per corsi accelerati, anche se retribuiti, la spesa comunque non avrebbe mai raggiunto l’importo di 10.000.000 di euro;
a tal uopo, il sottoscritto Consigliere regionale Francesco Damone,
interroga
- una gara di tal natura con un impegno economico di 10.000.000 di euro, aggrava la spesa pubblica? Può un assessorato con personale specializzato alle proprie dipendenze, con metodo furbesco, assumere soggetti estranei alla Amministrazione? Non si appalesa così un danno erariale di notevoli dimensioni da sottoporre specificatamente alla Corte dei Conti?
- Non era preminente eliminare la Cassa integrazione agli attuali formatori dell’ex albo e attivare i corsi di riqualificazione? Perché non ancora è pronto il regolamento per i nuovi accreditamenti?
- Non si poteva affidare il servizio agli ex operatori dell’elenco regionale al limite del licenziamento?
- Forse per non incorrere nelle dimenticanze del passato, sempre operativo però anche oggi, si è proceduto all’affidamento all’esterno di un servizio?
- Il Presidente Monti non ha dichiarato di voler eliminare l’esternalizzazione dei servizi? La cancellazione delle Municipalizzate? La Puglia può agire come una Repubblica a sé?
È veramente lacrimevole assistere continuamente a questo dilapidare del pubblico denaro, proprio nella filosofia comunista, che suscita rispetto assoluto perché oggi la gente ha fame, non ha lavoro e questa Regione continua imperterrita a dilapidare il pubblico denaro. Fermatevi in via assoluta. Se dovessimo continuare con questa logica spendereccia, lo scontro sociale è vicino con l’aggravante che quando la pancia è vuota e i privilegi, le clientele e le assunzioni di parte si verificano, allora siamo alla fine della democrazia e non vi sarà né Presidente, né assessori, né consiglieri regionali da rispettare.
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.




