INTERROGAZIONE URGENTE CHIUSURA OSPEDALI
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Bari, 18 GENNAIO 2012 |
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
Premesso che:
la sanità registra ritardi e liste d’attesa veramente indescrivibili, basti pensare che per essere sottoposti ad un intervento di ernia in day hospital si registra un’attesa di sei mesi, che la spesa, nonostante gli sforzi operati in questi ultimi anni dal management dell’ASL di Foggia, rimane molto elevato;
visto che
si sta procedendo alla chiusura di alcuni ospedali in provincia di Foggia per obbedire al piano di rientro della spesa stessa;
considerato che
nel caso di specie non sempre viene considerato il servizio all’utente bisognevole di cura;
il sottoscritto consigliere regionale, Francesco Damone,
interroga
il Presidente Nichi Vendola e l’Assessore alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, per sapere se:
- Il piano di rientro si realizza con la chiusura degli ospedali soltanto?
- Il piano stesso prevede la eliminazione di posti letto circa 40 in provincia di Foggia?
- Non sia il caso di togliere alcuni posti letto nei vari presidi esistenti per la salvaguardia dell’ospedale di Lucera che è punto di riferimento del sub-appennino dauno e campano?
- Non sia il caso che il personale medico dell’ospedale di Lucera, nel caso di specie, senza porre rivendicazione con l’organico esistente, assuma l’impegno di assicurare l’assistenza?
- Non sia il caso di stipulare un provvedimento amministrativo possibilmente condiviso tra le parti ed evitare lo scenario delle manifestazioni di popolo, che per lo scrivente, costituiscono la misura del fallimento di una classe dirigente?
- l’amministrazione regionale, in armonia con gli enti locali, sul piano del confronto, riescono a trovare una soluzione concordata?
L’interrogazione viene proposta con la massima disponibilità ad affrontare un dialogo costruttivo possibile perché le soluzioni sono variegate e comunque non bisogna attuare provvedimenti d’impero.
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.




