INTERROGAZIONE URGENTE DIREZIONE GENERALE DELLE BONIFICHE
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Bari, 17 FEBBRAIO 2012 |
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
S E D E
Premesso
che i Consorzi di Bonifica della Puglia, tranne quello del Gargano, vivono una condizione economica drammatica al limite del fallimento totale, perché una politica sciagurata prodotta in termini di spesa e di assunzioni clientelari e parcellizzati tra i vari referenti politici ha determinato lo stato di insolvenza assoluta;
Considerato
che con un realismo vero l’assessore Stefàno ha fortemente voluto il commissariamento unico dei Consorzi di Bonifica da Bari in giù, non si riesce a comprendere la motivazione di tenere in vita la Direzione Generale dei Consorzi di Bonifica pugliese;
infatti i costi per una figura ormai non più funzionale alla politica dei consorzi deve essere assolutamente eliminata, perché onerosa (stipendi, fitti, costi di gestione, telefoni, riscaldamento ecc.) e priva di qualsivoglia ricaduta;
alla luce di quanto sopra, il sottoscritto consigliere regionale Francesco Damone
SI INTERROGA
il Presidente della Giunta regionale e l’assessore alle Risorse Alimentari per conoscere:
- le modalità di assunzione della direttrice e la data di presa di servizio;
- l’eventuale altro personale in servizio e con quali mansioni;
- i costi complessivi delle spese per oneri, retribuzioni e costi di gestione;
- le funzioni e i compiti che ha svolto sino all’atto del commissariamento, visto che con la nomina dell’amministratore unico la vecchia impostazione gestionale è totalmente stata annullata, anche per contenere le spese di gestione.
In un momento di crisi economica è appena il caso di evidenziare vecchi privilegi e collocazioni di parte per garantire prebende e prestigi vanno eliminati in nome delle future generazioni e aiutare la crescita economica ed occupazionale dei giovani.
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
B A R I
AL SIG. PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE
B A R I
AL SIG. ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA
B A R I
OGGETTO: Interrogazione urgente:Montepulciano San Severo.
Premesso che:
-la varietà “MONTEPULCIANO” è inclusa nella “Doc San Severo” ed in molte “IGT” del territorio della Daunia e della Puglia, già da molto tempo prima di altre tipologie di vini;
-la varietà “MONTEPULCIANO” è attualmente quella di uva a bacca rossa più coltivata nel nostro territorio;
-l’informazione riportata sulle etichette del vino imbottigliato che recita“prodotto da uve selezionate da vigneti MONTEPULCIANO e Sangiovese”, vista la circolare 30/07/09 ed a seguito dell’entrata in vigore del DM 23/12/2009 (recante le disposizioni nazionali applicative del Reg. CE n. 607//2009), non è più utilizzabile per i vini di Puglia
-alla luce delle summenzionate disposizioni, la dicitura del nome del vitigno MONTEPULCIANO, è RISERVATA ai soli vini DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO, MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE e NOBILE DI MONTEPULCIANO, e pertanto dal dicembre 2010 in poi sarà vietato riportare in etichetta il termine MONTEPULCIANO su altri vini.
Considerato che
il Reg. CE n. 607/09 impone il divieto di utilizzo delle menzioni e diciture non veritiere che traggono in errore e confusione il consumatore finale e considerato che riportare il termine “da uve MONTEPULCIANO”, non costituisce una violazione all’uso delle indicazioni veritiere, ma la puntuale indicazione necessaria ad individuare il contenuto dei vini imbottigliati
per tutto quanto sopra, si interrogano le SS.LL. per sapere:
PERCHE’ LA REGIONE PUGLIA non ha richiesto, come per altri vitigni del nostro territorio regionale, la protezione della menzione MONTEPULCIANO per la DOC San Severo e per le IGT della Daunia e IGT Puglia, in modo da consentire di riportare sulle etichette il nome del vitigno come componente del vino;
SE LA REGIONE PUGLIA se ritiene di tutelare i prodotti Pugliesi, rivendicando immediatamente la possibilità dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO” , in modo tale da consentire anche dopo il 31.12.2010 l’utilizzo di tale dicitura, come avviene da oltre sessant’anni;
COME LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, intende risarcire i danni agli agricoltori ed alle aziende vinicole che non potranno più utilizzare detta menzione, con gravissime conseguenze sul mercato;
COSA SECONDO LA REGIONE PUGLIA, in caso di perdurante inerzia e mancata rivendicazione dell’utilizzo del termine “da uve MONTEPULCIANO”, gli operatori possono riportare in etichetta tra le informazioni da dare al consumatore, il luogo dello spazio riservato al termine “da uve MONTEPULCIANO”.
In attesa di immediato riscontro, certo di una solerte iniziativa a difesa della nostra agricoltura, della nostra tradizione e del futuro della nostra agricoltura, porgo cordiali saluti.





