La Newsletter di Cecchino
GESTIONE ACQUEDOTTO PUGLIESE
La gestione dell’Acquedotto Pugliese da un po’ di tempo viene più frequentemente richiamato sulla stampa e negli incontri pubblici da diverse personalità politiche. D’altra parte nessuno dimentica l’affermazione degli anni andati quando si sosteneva, da più parti, che l’EAAP dava più da mangiare che da bere ed erano i tempi della prima Repubblica. Successivamente qualche rappresentante del PCI voleva continuare a perpetrare quel sistema incurante degli interessi della gente. Con la Presidenza Fitto ed il Commissario del tempo on. Divella, ampiamente sostenuto dalle tecnostrutture dell’acquedotto, ha iniziato il risanamento dei conti non solo, ma anche una cultura della tutela del bene acqua a tutti i livelli, nonché ad attivare iniziative concrete mirate a sconfiggere ed eliminare gli allacci abusivi e i mancati introiti dei canoni dovuti.Con l’avvento del centrosinistra e la visione politica di superiorità parolaia si è proceduto alla nomina di un filosofo dell’acqua che è stato di fatto cacciato da chi l’aveva nominato. Nonostante tale situazione la tecnostruttura ed il personale tutto ha continuato a lavorare sodo e con serietà.L’avvento dell’assessore Amati ha impresso un’accelerazione a una completa condivisione totale con tutto l’apparato dell’Ente ed ha raggiunto risultati notevoli che oggi costituiscono motivo di orgoglio e vanto. Tutto ciò è estremamente rispondente alla realtà, però mi permetto di rilevare che Fabiano Amati, Vendola ed i politici in genere non possono né devono attribuirsi meriti e azioni positive di gestione, ma devono abituarsi a dare merito ad una mentalità, ad una cultura di tutto il personale dell’acquedotto pugliese ed alle strutture tecniche in particolare perché esclusivamente questa nuova mentalità partita da lontano ha ricostruito ed eliminato le perdite, ha realizzato lavori notevoli nelle varie gallerie e quest’anno per la prima volta il Gargano ed il Salento non hanno avvertito in alcuna misura il problema acqua, dramma delle stagioni turistiche del passato.
Quindi, caro Vendola ed Amati, quando volete attribuirvi dei meriti che sono veri, abbiate l’umiltà di ammettere che i risultati conseguiti sono soprattutto il frutto di anni di lavoro che funzionari, dirigenti e impiegati danno all’Ente perché la collaborazione, la trasparenza degli appalti, la passione professionale profusa dà frutti e risultati esaltanti. Quindi merito a chi lavora soprattutto e ai politici che a volte devono dettare esclusivamente indirizzi e scelte di governo. Se ciò avverrà la Puglia potrà dare risultati esaltanti ed estremamente positivi. Si deve quindi ricercare una sinergia di collaborazione tra le forze politiche, la tecnostruttura e i cittadini perché si attuino sempre più scelte condivise e non di comando.



