La Newsletter di Cecchino
TRASPARENZA PELOSA
L’ipocrisia e le bugie del Presidente Vendola sempre più lanciato verso Palazzo Chigi continuano a “ciurlare nel manico” assumendo le vesti di puritano, del fustigatori dei costumi e dei comportamenti. Intanto vorrei sapere quanto costa a noi contribuenti una intervista di 10 minuti a Telenorba, destinatario di contributi e promozioni varie elargite con finalità squisitamente politiche. L’aggressione alla casta politica da parte della stampa, delle televisioni, dei sindacati e quant’altro, senza però analizzare i costi di tutti i retribuiti dei giornali, delle tv e dei sindacati diretti ed indiretti. Nel dichiararmi aderente alla “casta” politica, posso affermare che ho sempre osservato un codice deontologico di assoluta lontananza dalla corruzione e da una esasperata azione di vicinanza umana e gestionale alla gente, specie quella più bisognosa proprio per rispondere alle esigenze primarie dell’attività politica, dare aiuto e risposte ai problemi della gente senza distinzione politica. I costi della politica non sono i compensi liquidati, che la stampa e quant’altro vogliono evidenziare, ma le ruberie, la furbizia finanziaria per mungere pubblico denaro, la corruzione che dilaga a pieni mani nella sanità di Vendola, i compensi esagerati elargiti a professionisti di parte ben retribuiti e le immense spese voluttuarie (cinema, spettacoli musicali, manifestazioni mirate, notti bianche, convegni con fini specifici ecc.) Soldi attribuiti ed incassati dalla FINPUGLIA ieri: 6milioni di euro (di cui utilizzati solo 700mila) per espletare i controlli e la chiusura delle contabilità dei corsi professionali, purtroppo non conclusi e affidati ieri come oggi al personale interno prima emarginato. Stessa operazione oggi commissariata ad altra società che ha incassato i soldi e non ha concluso i lavori che ancora una volta il personale interno sta completando. Speriamo che la dott.ssa Lobosco, appena nominata, voglia imporre una sterzata alla Formazione Professionale “pozzo di San Patrizio” solo per gli enti di matrice politica. Poi costringono gli operatori alla cassa integrazione. Assurdo!
Lo spreco di finanza pubblica, i suoi tornaconti politici sono la costante della politica di Vendola che ormai tutto deve essere mirato a gonfiare un’immagine esterna superiore alla norma e che dall’alto della sua posizione di “uomo della provvidenza” deve prendere le distanze dalla casta che lo ha sempre annoverato tra gli effettivi a vita perché nella sua esistenza non ha mai lavorato ed ha sempre beneficiato dei costi della politica. Se Vendola vuole dimostrare di essere al di sopra di ogni sospetto ci dica chi sono stati i finanziatori della costruzione del suo nuovo partito, quelli che hanno determinato la vittoria nelle primarie e quanto sono costate le due elezioni a Presidente della Puglia, regione che vuole abbandonare perché utilizzata come trampolino di lancio per appagare le sue personali aspirazioni di raggiungere Palazzo Chigi utilizzando il voto degli ingenui che gli credono per poi abbandonarli al loro destino appena eletto. Film già visto in Regione: chiuso nel suo bunker e sempre in giro per interessi personali politici. Provate a chiedere un appuntamento, un intervento, la risposta è sempre la stessa: il Presidente non è disponibile e non si interessa di queste cose. Comunque il gruppo de la Puglia prima di tutto dopo il teatrino dei 50 consiglieri e altri no, rimane ancorato alla legge già votata in Consiglio a luglio che stabilisce il numero a 60 consiglieri.
La dissennata politica finanziaria vendoliana è stata determinata dalle varie autority, turismo, acque, parchi, costi notevoli con aumento di poltrone rosse inventate da Vendola e dai ladrocini che si sono registrati soprattutto e non solo nella sanità.
Sarebbe auspicabile un esame approfondito e serio della gestione intera, da parte della Magistratura e degli organismi istituzionali competenti ed esaminare il disastroso buco economico causato dalla dolce e pelosa politica di Vendola.



