La Newsletter di Cecchino
RETROCESSIONI
La richiesta di parere ad un avvocato espertissimo della materia de quo da parte di un gruppo di funzionari declassati o retrocessi, apre uno spiraglio forte di soluzione del problema. Il professionista sostiene che la sentenza della Corte Costituzionale, quand’anche avente efficacia ex tunc, dovrà fare i conti con i canoni di civiltà che presiedono alla disciplina del procedimento amministrativo nella sua più recente edizione specie quando, come nel nostro caso, questo impinge diritti acquisiti da lunghissimo tempo. Insomma tutti qui arrivano tardi, Corte Costituzionale in testa, le situazioni giuridiche si sono nel frattempo ampiamente consolidate e, dunque, al di là della disquisizione sul sintagma nullità-annullabilità, l’affidamento del terzo contraente (dipendente vincitore concorso annullato) riceve anch’esso ampia e piena protezione giuridica. E’ naturalmente, stante la complessità della materia, un primo sommario contributo, da prendersi con ogni beneficio è suscettivo, conseguentemente, di rivisitazione.Ma oltre la condivisione totale con il parere acquisito, mi permetto di evidenziare che il collaboratore ha stipulato un contratto bilaterale con la Regione e questa fattispecie non può essere che denunciata esclusivamente dalle parti contraente. Non si crea danno economico, in quanto la spesa è consolidata e quindi non rientra nel patto di stabilità comunque oggi acquisito. Non ci si rende conto che i regionali retrocessi, anche se accontentati con la differenza economica, subiscono un danno economico che inerisce il rapporto pensionistico del funzionario. Devo ritenere che tutto ciò rientri in un disegno criminoso di colpire soggetti che hanno dato una vita di lavoro qualificato alla Regione ed oggi Vendola, preso e assillato dal desiderio di essere il primo della Nazione (Presidenza del Consiglio) voglia riavere tutti quei posti vacanti in cui collocare, come è avvenuto per il concorso dei dirigenti (?) e avere a disposizione delle sue mire di potere ben 650 galoppini nella prossima campagna elettorale. È ora di dire basta a queste forme assurde di reclutamento di truppe enormi pagate con i soldi pubblici. Invito i miei ex colleghi, sempre stimati, di non fidarsi delle chiacchiere e di agire tutti insieme presso gli organi giurisdizionali, uniche autorità competenti ed autorevoli che, sole, possono affrontare con equità e giustizia il problema che affligge tutti i funzionari interessati.



