La Newsletter di Cecchino
LA INUTILITA’ DELL’ARTICOLO UNICO PER I DIPENDENTI
La furbizia del Presidente VENDOLA si conferma con il tentativo di affidare la formulazione dell’articolo unico al Consiglio Regionale: è la testimonianza plastica che conferma che il dettato predisposto è assolutamente incostituzionale. Il mantenimento della posizione economica (dopo aver ucciso la posizione giuridica riveniente dal concorso), non può e non deve essere affidata ad una norma, avente quale caratteristica nota la generalità e la validità erga omnes. La problematica de quo deve essere affidata al dirigente unico responsabile della gestione, previo recepimento degli indirizzi politici rivenienti dagli organismi istituzionali. Nel caso di specie la normativa, entrando nel merito, assicura solo temporaneamente la retribuzione economica ai dipendenti, ma mette in discussione la legittimità delle posizioni organizzative, alta professionalità unità operative. Ad alcuni dipendenti è stata preannunciata, infatti, la perdita della posizione organizzativa, in quanto la retrocessione colloca quel personale nella categoria C. Questa vicenda è stata gestita nella maniera peggiore, anche perché la norma pare sia stata predisposta solo dalla tecno struttura regionale, mentre poteva essere sufficiente una deliberazione della Giunta Regionale che dettasse principi ed orientamento alla dirigente del servizio per mantenere la condizione economica fino all’espletamento dei concorsi, offrendo l’opportunità ai lavoratori della Regione di adire – ove del caso - la via giudiziaria, unico strumento disponibile per il mantenimento dello stato giuridico fin qui attribuito da oltre undici anni di dirigenza.D’ALTRA PARTE UN PROVVEDIMENTO DI TAL NATURA SI DOVEVA ASSUMERE PER EVITARE L’IMMOBILISMO FUNZIONALE DELLA REGIONE CHE COMUNQUE NEL CORSO DI QUESTI ANNI SI E’ AVVALSA QUALITATIVAMENTE E QUOTIDIANAMENTE DELL’OPERA DI TUTTI I “RETROCESSI”.
Alla luce di queste considerazioni è evidente la nullità e la incostituzionalità della norma votata. Il Presidente VENDOLA, ben conscio delle decisioni della Corte Costituzionale emesse nel passato nei confronti della sua Giunta, ha furbescamente delegato l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale a predisporre la norma, cercando di coinvolgere il Ministro FITTO perché la sostenga a Roma, tentando di trarre il massimo vantaggio possibile per le mire personali. Per lo spirito di responsabilità che lo contraddistingue, ancora una volta Raffaele FITTO che ha dichiarato la sua totale disponibilità a venire incontro alla drammatica situazione in cui versano molti funzionari regionali, salvo le valutazioni giuridiche riservate ai Ministeri competenti. Lodiamo tale ulteriore prova di attaccamento, lealtà ed onestà di comportamenti a favore della Puglia e dei pugliesi da parte del nostro Ministro, nonostante gli attacchi e le aggressioni ricevute nel passato da forze politiche ben individuate. Noi, dal canto nostro, continueremo a percorrere tutte le strade per arrivare all’obiettivo di tutelare dei lavoratori che hanno dato tanto e che tanto stanno ancora alla nostra struttura regionale.



