La Newsletter di Cecchino
IL PENTIMENTO DELLA SINISTRA: TARDIVO ED IPOCRITA
La stranezza di alcuni massimi politici della sinistra illuminata scaturisce dalla circostanza che il senatore Latorre, dopo che il misfatto a danno dei collaboratori regionali è stato consumato per il voto testardo dell’emendamento famoso votato dalla sua parte politica, attacca il governo di centro destra per accattivarsi la simpatia degli operatori. Purtroppo al senatore Latorre, preso com’era dalla fretta di abbattere Berlusconi, è sfuggito il particolare che i lavoratori regionali avevano proposto, mio tramite, un articolo unico vigente e valido per la Corte Suprema Europea, che i suoi compagni hanno testardamente respinto. Infatti oggi il predetto vuole apparire come colui che intende salvare un gran numero di validissimi collaboratori regionali che nel corso di questi 11 anni hanno consentito un cammino spedito e qualificato alla istituzione. Invece di addurre problemi politici, mi permetto di suggerire all’importante senatore Latorre di proporre l’approvazione dell’emendamento predisposto da un gruppo di parlamentari di varia appartenenza politica che doveva essere contenuto nel patto di stabilità che purtroppo il solito Tremonti non ha inteso includere. Quindi nella prima discussione utile che il Parlamento dovesse discutere provvedimenti inerenti la nota vicenda, sarà utile di nuovo che il senatore Latorre insieme ad altri suoi colleghi accompagni l’iter della legge che il ministro Fitto d’intesa con altri parlamentari e il Presidente Vendola si erano impegnati a sostenere.Nelle more che la procedura amministrativa trovi la sua definitiva approvazione, il senatore Latorre si attivi affinchè il dirigente di riferimento, con appositi atti politici assunti dalla Giunta Regionale, non dia seguito alla decurtazione dello stipendio, atteso che la legge dell’articolo unico, tutt’ora valido non consente ad alcuno di revisionare almeno il trattamento economico. L’intervento della politica non può soggiacere all’arroganza gestionale della dirigenza regionale, che, da sempre ignora che il controllo e la verifica degli atti e delle determine si appartiene alla Giunta Regionale nella sua completa istituzione. Il Presidente, la Giunta, i Consiglieri regionali non sono soggetti invadenti di campi gestionali, ma costituiscono l’elemento di indirizzo politico che i dirigenti devono rendere operativo, e contestualmente sono coloro che sono tenuti alla verifica, controllo e vigilanza sugli atti. Ogni ulteriore intervento politico strumentale, oltre ad esacerbare ulteriormente gli animi di persone che si sentono defraudati di un sacrosanto diritto, devono subire l’ipocrita solidarietà di chi poteva e non ha voluto sentire ragioni; oltre ad evidenziare che tutti hanno già subito un danno economico perché tutti si sono rivolti ad avvocati per la tutela delle proprie ragioni,con conseguente esborso di denaro.
Alle parole ormai facciamo seguire i fatti e l’impegno.



