La Newsletter di Cecchino
Immediata abolizione nominati regionali nei CdA – soppressione enti inutili – attribuzione competenze agli assessorati
Il movimento “La Puglia prima di Tutto”, presente in Regione Puglia sin dal 2005, ha sempre perseguito una politica fatta di azioni e contributi trasparenti, al fine di rendere più accettabile la tanto vituperata la politica, ma – costantemente inascoltato - ha dovuto registrare con amarezza e delusione il rigetto totale degli eletti (che forse proprio per questo sono ritenuti non solo una “casta”, ma vengono sempre più spesso inquadrati come causa scatenante dei disastri italiani da parte dei cittadini che si sentono vessati a tutti i livelli istituzionali).La gran parte dell’opinione pubblica, della stampa e dei mass media sono ormai concordi nell’addebitare lo sfascio alla classe dominante, con molte ragioni: non solo gli eletti spesso non agiscono per motivi istituzionali, ma nel corso del tempo si sono resi responsabili di aver creato authority, consigli di amministrazione, comitati, enti, fondazioni, ecc. (vedi – ad esempio - l’inusitato numero di Parchi in Puglia). L’esistenza di questa pletora di centri di spesa aggrava sensibilmente la situazione finanziaria, sia a causa delle ricche prebende, sia per gli sperperi dei “carrozzoni”, sia per le macroscopiche clientele che spesso consentono di evitare patti di stabilità e blocco delle assunzioni, al servigio del politico potente di turno.
Il gruppo consiliare “La Puglia prima di Tutto” proporrà nel prossimo Consiglio Regionale di fine anno una norma generale che preveda l’abolizione totale di tutti i rappresentanti e di tutti i soggetti nominati dalla Regione Puglia nei Consigli di Amministrazione ed in tutti gli altri organismi esistenti allo stato, impegnando l’esecutivo regionale a sopprimere tutti gli enti che duplicano le funzioni regionali, affidando le competenze, le strutture, il personale e quant’altro agli assessorati competenti per materia, considerato che molto spesso – come detto – gli enti e le strutture regionali si sovrappongono o si intersecano. La proposta che si avanza costituisce la prima vera rivoluzione gestionale che dalla Puglia si potrebbe estendere a tutta l’Italia. D’altra parte anche il Governo Monti, partito con intenti rivoluzionari, di giorno in giorno perde colpi sotto la spinta clientelare e demagogica dei partiti che lo sostengono e di sindacalisti che dichiarano di voler difendere il lavoro ed i lavoratori, dimentichi però che anch’essi sono dei professionisti della politica sindacale e che nella vita hanno visto il lavoro solo in poche occasioni.
C’è bisogno di segnali concreti, di dimezzamento del numero delle assemblee elettive, di allineamento delle indennità alla media europea, di un patto generazionale che incida anche su oramai insostenibili “diritti acquisiti”. La gente, i cittadini pacifici non resistono più ai riti politici e sindacali, ma pretendono scelte coraggiose e vere, prive di ogni e qualsiasi difesa di “casta”, ogni “casta”. Le motivazioni addotte, le valutazioni serene espresse, la trasparente volontà di agire nei confronti degli interessi esclusivi dei pugliesi sono condizioni che hanno determinato la decisione forte dei consiglieri regionali de “La Puglia prima di Tutto” di proporre alla prossima assise regionale il seguente emendamento: A far tempo dal 1° giugno 2012 decadono di diritto tutti i rappresentanti e di tutti i soggetti nominati dalla Regione Puglia nei Consigli di Amministrazione ed in tutti gli altri organismi esistenti allo stato, e precisamente: …
La Giunta Regionale deve provvedere entro il 31.12.2012 a sopprimere tutti gli enti che duplicano le funzioni regionali, affidando le competenze, le strutture, il personale e quant’altro agli assessorati competenti per materia.



