La Newsletter di Cecchino
Per restituire credibilità alla democrazia non servono leggine gattopardesche, ma tagli drastici ad un regime bulimico ed infetto
Il disegno di legge esaminato dalla Settima Commissione in materia di “Istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e disposizioni sulla trasparenza e l’informazione”- a mio avviso- invece di migliorare l’immagine deteriorata della classe politica, rischia di danneggiarla ulteriormente per il suo contenuto meramente demagogico e di facciata, che in realtà nulla aggiunge alla trasparenza dei comportamenti della cosiddetta “casta”. Essa infatti altro non fa che confermare un’esigenza di pubblicità delle nostre dichiarazioni dei redditi ufficiali già ampiamente soddisfatta dalle norme vigenti, diffondendo informazioni di atti formali che sono comunque facilmente attingibili, tanto più in questa nuova stagione in cui più nulla è riservato della vita e dei guadagni dei cittadini, tranne quello che comunque resterebbe nascosto.Molto meglio dare corso a strumenti innovativi quale, per esempio, un impegno solenne, un giuramento pubblico che vincoli ad evitare ogni forma di corruzione che ogni eletto o nominato assuma all’atto dell’insediamento, in modo da rendere ancor più intollerabile ogni illegittimo arricchimento, restituendo così con i fatti credibilità ad una politica ricondotta alla sua irrinunciabile funzione di promotrice dello sviluppo e della prosperità delle comunità e dei territori. Non sarà con pannicelli caldi e di mera superficie, o magari anche riducendo simbolicamente le indennità dei CIV o di quant’altro, che si sventeranno casi come quelli degli onn. Lusi e Conti, che allontanano in termini sempre più irreparabili i cittadini, a partire dai più giovani, da quel che resta della nostra democrazia. Occorrono atti concreti di riduzione drastica delle possibilità di corruzione, per esempio dando seguito alle mie proposte di smantellamento di tutti i carrozzoni clientelari e succhia-soldi di cui si alimenta fino a scoppiare il potere vendoliano. Ed invece sono sempre in attesa perfino degli elenchi da me richiesti e che ho il diritto di avere di tutti i parassiti rossi che in questi anni sono stati messi a carico dei Pugliesi. Non servono leggine gattopardesche che –fingendo di cambiarle- lasciano di fatto le cose come stanno. L’accoglienza beffarda ai finti tagli agli stipendi dei Parlamentari qualcosa dovrebbe insegnarci. La Gente chiede alla politica una catarsi senza la quale si rischia di mettere a repentaglio la stessa democrazia, non a caso in questi mesi di fatto commissariata, gettando con l’acqua sporca della corruzione anche il bambino della militanza onesta ed operante al servizio del bene comune. In Puglia ciò significa un dimagrimento massiccio di un regime sempre più elefantiaco, bulimico, costoso ed infetto.



